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Solidarietà fra blogger e non solo


Diario


23 marzo 2007

Messaggio importante della PROTEZIONE CIVILE

Gli operatori delle ambulanze hanno segnalato che, molto sovente, in occasione di incidenti stradali i feriti hanno con loro un telefono portatile che contiene una lista infinita di numeri nella rubrica. Ne consegue che, in caso di emergenza, se il ferito è incosciente, non si sa chi contattare.
Gli operatori delle ambulanze hanno lanciato l'idea che ciascuno inserisca nella propria rubrica la persona da contattare in caso d'urgenza sotto uno pseudonimo predefinito.
Lo pseudonimo internazionale conosciuto è ICE = In Case of Emergency.
In caso vi fossero più persone da contattare si può utilizzare ICE1, ICE2, ICE3, etc.
Facile da fare, non costa niente e può essere molto utile.
Posted by Fioredicampo




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10 gennaio 2007

Lo psichiatra Andreoli allarmato per gli omicidi efferati senza "senso di colpa".

Strage di Erba, lo psichiatra Andreoli allarmato.

Nell’edizione della notte del TG3 di ieri, ho ascoltato  il noto psichiatra prof. Andreoli che era stato interpellato in merito all’efferata strage di Erba, avvenuta nel dicembre scorso. Erano stati barbaramente uccisi tre adulti ed un minore (bimco di due anni!), più un altro signore gravemente ferito. Sono stati arrestati  dei vicini di casa, secondo i pubblici ministeri dietro il massacro ci sarebbe una storia di liti, rancori profondi e richieste di risarcimento.


  Il prof. Andreoli si è dichiarato molto preoccupato per questo modo efferato di uccidere, spinto da un odio profondo fra condomini, eseguito con molta freddezza,  “senza senso di colpa”. "A questo punto la psicologia e la psichiatria non possono nulla" - ha detto il professore - " è una cosa gravissima per la nostra società".
  Con questa affermazione, forse,  ha dato a sottointendere che sta emergendo un dato molto preoccupante: il venir meno di alcuni valori fondamentali in una società, forse  quel senso religioso e sacro della vita umana, che delimita il bene dal male….....
.
postato da www.lupoabruzzese.ilcannocchiale.it




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10 gennaio 2007

Lo psichiatra Andreoli allarmato per gli omicidi efferati senza "senso di colpa".


 

Strage di Erba, lo psichiatra Andreoli allarmato.


 


  Nell’edizione della notte del TG3 di ieri, ho ascoltato  il noto psichiatra prof. Andreoli che era stato interpellato in merito all’efferata strage di Erba, avvenuta nel dicembre scorso. Erano stati barbaramente uccisi tre adulti ed un minore, più un altro gravemente ferito. Sono stati arrestati  dei vicini di casa, secondo i pubblici ministeri dietro il massacro ci sarebbe una storia di liti, rancori profondi e richieste di risarcimento.


  Il prof. Andreoli si è dichiarato molto preoccupato per questo modo efferato di uccidere, spinto da un odio profondo fra condomini, eseguito con molta freddezza,  “senza senso di colpa”. "A questo punto la psicologia e la psichiatria non possono nulla" - ha detto il professore - " è una cosa gravissima per la nostra società".
  Con questa affermazione, forse,  ha dato a sottointendere che sta emergendo un dato molto preoccupante: il venir meno di alcuni valori fondamentali in una società, forse  quel senso religioso e sacro della vita umana, che delimita il bene dal male….....
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31 dicembre 2006

AUGURI A TUTTI DAL BLOG DELLA SOLIDARIETA' FRA BLOGGERS

L'anno 2006 sta facendo i suoi ultimi respiri....ci aspetta un nuovo anno 2007.
Esorcizziamo i mali, purifichiamoci e speriamo ad un 2007 in cui i valori ed i sentimenti di pace, solidarietà ed amore POSSANO ALBERGARE sempre più nei cuori dell'umanità intera.
AUGURI A TUTTI DAL BLOG DELLA SOLIDARIETA'  FRA BLOGGER




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30 dicembre 2006

Tanti morti in Iraq, la democratizzazione è stata vana?

Ucciso Saddam Hussein con l'impiccagione.
ANNO 2006, dopo tanti morti in Iraq la democratizzazione è stata vana?  Con questa pena di morte, tutto è stato inutile, dal punto di vista civile e religioso? Forse si.
Intanto i morti americani che ha comportato questa guerra sono stati superiori a quelli delle torri gemelle!

(ansa). L'impiccagione dell'ex rais e' stata annunciata dalla televisione irachena al Hurrah. Un giudice negli Stati Uniti aveva respinto un appello dell'ultim'ora dell'ex presidente iracheno per evitare l'esecuzione. Bush: atto di giustizia. Vaticano: notizia tragica, rischio di vendette.

Nel tardo pomeriggio, da Bologna, il presidente del Consiglio Romano Prodi torna a rivolgere ''un ultimo accorato appello affinche' prevalgano la saggezza e la magnanimita' dei grandi'' e si impedisca in extremis un'esecuzione che a Giulio Andreotti appare ''inevitabile''. ''Nessuna colpa - dice Prodi - e' tale da determinare un uomo a farsi portatore di morte per un altro uomo. Questo e' un principio che accomuna tutte le civilta' e tutte le religioni: e' il solo principio su cui e' possibile costruire solidi e duraturi processi di pace''. Attorno a lui una serie di appelli bipartisan da cui si alza forte la voce di Marco Pannella: con l'uccisione di Saddam Hussein, ''voluta da Bush, si regala un martire al terrorismo internazionale'' e ''si chiude la bocca'' a chi potrebbe raccontare la ''storia delle complicita' 'insospettabili' delle quali il dittatore pote' godere, o dalle quali e' stato istigato e armato''.
postato da www.lupoabruzzese.ilcannocchiale.it




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23 dicembre 2006

Ciao Piergiorgio...



Finalmente libero... sei tornato a casa!




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14 dicembre 2006


Diario 21853visite.

13 Dicembre 2006
da www.fioredicampo.ilcannocchiale.it

E' tempo di andare...


Sono passati quasi tre mesi dal quel 22 settembre quando Piergiorgio è entrato nella mia e nelle nostre vite facendo conoscere a tutti, attraverso la lettera inviata al Presidente Napolitano, le sue terribili condizioni di vita artificiosamente protratta con l’ausilio di macchine che svolgono le funzioni vitali ormai impossibili per il suo corpo. La richiesta di Welby, più che legittima, è quella di porre termine alle sue sofferenze semplicemente spegnendo quelle macchine.
Dovremmo sforzarci di capire e di "sentire" quanto dolore e quanta angoscia sta provando Piergiorgio prigioniero di un corpo che non funziona più e della crudeltà umana che gli impedisce di "andarsene". Le sue parole sono uncini per il nostro cuore (per quelli di noi che ancora hanno un cuore): "Quando un malato terminale decide di rinunciare agli affetti, ai ricordi, alle amicizie, alla vita e chiede di mettere fine ad una sopravvivenza crudelmente "biologica" - io credo che questa sua volontà debba essere rispettata ed accolta con quella pietas che rappresenta la forza e la coerenza del pensiero laico" (P.W.)
Mi chiedo soltanto: come farà Piergiorgio, una volta ottenuti tutti i permessi del caso, a decidere quale sarà il momento giusto? Cosa proverà guardando sua moglie negli occhi sapendo che è davvero per l’ultima volta? Che cosa lo farà sentire davvero "pronto" per il viaggio? Dove troverà la forza per chiedere che le macchine siano spente in quel preciso istante?
Se un uomo ha il coraggio e la determinazione per decidere e chiedere il nullaosta per la morte significa che la sua sofferenza è estrema e non può essere ignorata né dalla legge degli uomini né da quella divina! E intanto, mentre Piergiorgio sta sempre peggio, il Giudice prende tempo...




permalink | inviato da il 14/12/2006 alle 11:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


2 dicembre 2006


28 Novembre 2006

Piergiorgio


Ieri sera a "Primo piano" si è parlato ancora una volta della tristissima vicenda di Piergiorgio Welby.
Come ormai tutti sanno Piergiorgio è affetto da distrofia muscolare da molti anni e purtroppo ha ormai raggiunto l’ultimo stadio, quello in cui tutte le funzioni vitali sono svolte con l’ausilio di macchine. Questo significa che, essendo completamente paralizzato, necessita di un ventilatore polmonare per respirare, è nutrito con alimentazione artificiale, un computer è l’unico suo mezzo per comunicare.
Adesso Piergiorgio ha chiesto ufficialmente al suo medico di staccare il respiratore che lo mantiene in vita sotto sedazione terminale per evitare le sofferenze di una lunga agonia e della morte per soffocamento.
Perché non può essere rispettata la sua volontà? Perché c’è questo accanimento contro di lui? Perché una persona può decidere di "rifiutare" un trattamento o un intervento che potrebbe "salvarle la vita", ma non può chiedere di "interrompere" il trattamento che "la tiene in vita"? E’ una sottile differenza che non riesco a comprendere dal momento che la Costituzione stessa garantisce a chiunque l’inviolabilità della libertà personale punendo ogni violenza fisica e morale (art. 13) e recita testualmente che "nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana" (art. 32). In fondo non si tratterebbe nemmeno di fare nuove leggi quali quella sull’eutanasia o sul testamento biologico. Basterebbe rispettare quelle che ci sono già.
Ma in Italia, "grazie" alla presenza opprimente del Vaticano e "grazie" alla mancanza di pietà di chi pretende di decidere sulla vita altrui, Piergiorgio è costretto a proseguire la sua "non vita" finché non troverà un medico che abbia abbastanza umanità e coraggio e si prenda la responsabilità personale di staccare quella spina rischiando 15 anni di carcere.
Mi vergogno ed ho molta paura a vivere in un paese così ottuso e crudele!

"Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude" P.W.




permalink | inviato da il 2/12/2006 alle 12:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


5 novembre 2006


La mia piccola storia tra le tante
La blogger Gianna di Firenze, allora ragazza, racconta in modo eccezionale l'alluvione di Firenze del 1966, vista con i suoi occhi, vissuta in prima persona e come una corrispondente sul campo.
Un monito a favore della prevenzione del rischio idrogeologico o idraulico.
(testimonianza diario tratto dal blog: www.fioredicampo.ilcannocchiale.it)





Andai a letto serena e tranquilla: l'indomani, 4 novembre, era un giorno festivo e avrei potuto dormire più a lungo. Per il pomeriggio avevo in programma di andare con le amichette a fare una passeggiata oppure, se la pioggia che perdurava da diversi giorni avesse dato una tregua, addirittura una puntatina alla pista da pattinaggio vicino al Piazzale. Le premesse per un miglioramento non c'erano proprio, ma si sa che i ragazzini sono ottimisti e non si lasciano scoraggiare da nessuna avversità, ed io ero solo una bambinetta alle soglie dell'adolescenza.
Fui svegliata da un gran trambusto che si sentiva giù in strada, del tutto insolito a quell'ora mattutina di un giorno festivo.
Sentii la mamma che si affacciava alla finestra e chiamava il babbo, con una certa agitazione nella voce, per dirgli che la strada era allagata e che le sembrava qualcosa di più grave di una fogna intasata. Mio padre, quasi completamente cieco, non poté fare altro che scendere in strada insieme alla mamma e ai vicini di casa per cercare di capire cosa stesse succedendo. A me fu raccomandato di non uscire, ma di alzarmi subito da letto e prepararmi velocemente come se dovessi andare a scuola.
Tutta questa agitazione mi suonava molto sinistra; mi affacciai dalla finestra e vidi che la strada non era soltanto allagata, ma addirittura sommersa e l'acqua scorreva con una certa velocità.
In quel momento rientrarono in casa i miei genitori molto allarmati e mi dissero che l'Arno, che era stato vegliato e sorvegliato tutta la notte da forze dell’ordine e cittadini impauriti da una piena mai vista così, aveva rotto gli argini e l'alluvione stava seppellendo la città.
Era troppo tardi per tentare di allontanarci dalla casa e raggiungere una zona più "alta" e sicura: l'unica cosa che potemmo fare fu quella di chiuderci in casa e, visto che avevamo la "fortuna" di abitare al secondo piano, ospitare la piccola famiglia del pianterreno che si era svegliata con l’acqua che quasi lambiva il materasso.
Ero sbalordita: guardavo dalla finestra l'acqua che saliva, saliva, saliva. Era sporca, quasi nera per la nafta e il fango che si portava dietro. Ogni tanto si udiva il clacson di una delle rare auto semisommerse che, per qualche contatto elettrico, iniziava a suonare. Il chiasso che mi aveva svegliata si era tramutato nel silenzioso sgomento di tutte quelle persone che si guardavano dalle finestre e non trovavano parole per spiegarsi l'accaduto né incoraggiarsi a vicenda.
Dopo un paio d’ore l'acqua aveva raggiunto il livello di un paio di metri e le auto tacevano, ormai invisibili. La corrente impetuosa che vedevamo scorrere nella nostra strada si portava dietro strani oggetti quali sedie, soprammobili, addirittura qualche detenuto scappato dal vicino carcere delle Murate che, ancora dentro il suo pigiamone a righe, si lasciava trascinare aggrappato ad un tavolino di legno.
Era una scena da girone infernale, incredibile a raccontarsi.
Ad un certo punto l'acqua sommerse completamente il pianterreno rialzato e iniziò ad inondare il primo piano; calcolammo che dovevano essere ormai circa quattro metri sul livello della strada, e ancora non accennava a fermarsi. Ospitammo anche gli inquilini del primo piano: una bella famiglia con un paio di ragazzini della mia età impauriti almeno quanto me o forse anche di più visto che era il loro l'appartamento che si stava inondando inesorabilmente ed erano loro gli oggetti e i mobili che si andavano perdendo. Era quasi impossibile credere che tutto questo stesse accadendo nella realtà e non fosse solo un incubo di quelli brutti: eravamo senza corrente elettrica, senza acqua per bere, con una scarsissima quantità di cibo da dividere in dieci porzioni, ma nessuno ebbe niente da ridire… il nostro stomaco era chiuso!
Passammo una giornata di grande angoscia perché temevamo che edifici così vecchi come il nostro e quelli circostanti (abitavamo vicino a piazza S. Croce), potessero non resistere all’inondazione e ai danni delle infiltrazioni, ma soprattutto perché sembrava che il livello dell’acqua non dovesse mai smettere di salire.
Non avevamo notizie di alcun tipo: non avevamo il telefono, senza energia elettrica la televisione era muta, e l’unico "transistor" rimase senza pile dopo un paio d’ore. Controllavamo continuamente il numero, sempre crescente, degli scalini ormai sommersi; quando fu coperta quasi tutta la prima delle due rampe che separavano il primo dal secondo piano (praticamente cinque metri di acqua) sembrò che la crescita si stesse fermando.
Era ormai notte inoltrata, ma nessuno manifestava sonno o stanchezza: solo ansia. Ad un centro punto udimmo mio padre, uscito per l’ennesima volta a contare gli scalini, lanciare un grido di gioia: l’acqua era scesa di qualche centimetro, il peggio era passato!
Fu soltanto allora, dopo che mio padre mi ebbe tranquillizzata sullo scampato pericolo (!!!) che riuscii a dormire qualche breve momento agitato in quel piccolo appartamento pieno stipato di gente e di confusione.
E’ difficile rendere bene l’idea di quello che provammo in quella circostanza, credo che chi non ha vissuto una simile esperienza non possa capire.
Il giorno successivo la tragedia della mia città si manifestò in tutta la sua gravità. Immagini indelebili che sono e rimarranno nel nostro cuore per sempre: una barca, trovata chissà dove, che cercava di galleggiare tra acqua e sporcizia per portare i primi generi di conforto a chi riusciva ad avvicinarsi, gente che piangeva, gente che imprecava, distruzione e poi fango, fango, fango… e finalmente quelli che, del fango, furono definiti "gli angeli". Il resto tutti lo conoscono. 




permalink | inviato da il 5/11/2006 alle 8:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


26 ottobre 2006


SCOSSA di terremoto MAGNITUDO 5.6  (scala Richter) IN CALABRIA E SICILIA
L'epicentro del sisma e' stato localizzato dall'Istituto di Geofisica e Vulcanologia a largo delle Eolie a una profondita' di 209 chilometri.
.Sono in corso le verifiche da parte della Protezione Civile per verificare eventuali danni a persone o cose.

L’evento è stato avvertito dalla popolazione anche in Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.

Secondo i rilievi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l’evento sismico è stato registrato alle ore  16,28.




permalink | inviato da il 26/10/2006 alle 17:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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(Voltaire)

Questo blog vuole essere a disposizione di tutti i blogger per creare una rete di solidarietà. L'ambizione è di avere dei referenti per ogni provincia italiana al fine di coprire tutto il territorio nazionale. Ogni blogger è come un giornalista sul campo in caso di eventi di rilievo che possano interessare il suo territorio. Lo si può essere per argomenti nei quali ognuno si sente predisposto. Uno degli scopi principali dovrebbe essere per finalità di protezione civile. In caso di eventi naturali, sociali, in cui è messa in pericolo la vita umana o comunque l'organizzazione sociale il blogger potrebbe dare un notevole supporto per comunicare in tempo reale. Un supporto a chi si trova sinistrato o a chi cerca informazioni.
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